Statuto sociale di Freccia 45

Finalità e attività

Art. 3. L’Associazione in particolare persegue le seguenti finalità: diffondere i valori morali, naturalistici, ecologici, ambientali, anche difendendo la biodiversità e gli ecosistemi, nella consapevolezza che la salvaguardia di una specie deve rientrare in una cultura protezionistica globale.

Art. 4. L’Associazione realizza i propri scopi con le seguenti attività, che vengono elencate a titolo meramente esemplificativo:

  • Promuovere il riconoscimento e il rispetto dei diritti degli animali in genere e del cane in particolare, eventualmente curando l’edizione di stampe periodiche e non;
  • Combattere ogni forma di sfruttamento e violenza sugli animali ed in particolare sui cani;
  • Promuovere ed attuare iniziative in ogni campo di difesa zoofila e in particolare per la tutela del cane;
  • Promuovere azioni legali in favore degli animali;
  • Svolgere campagne di sensibilizzazione ed informazione, in particolare sul problema del controllo delle nascite;
  • Condurre campagne di sensibilizzazione e di informazione verso i cittadini, in particolare sul territorio lecchese, svolgere una educativa propaganda zoofila (particolarmente tra i ragazzi delle scuole, anche mediante premi e borse di studio) aventi come scopo il rispetto degli animali;
  • Costruire e gestire rifugi per cani abbandonati e dispersi, combattendo il randagismo a tutela sia del cane, sia della pubblica igiene;
  • Collaborare con le autorità per la migliore attuazione di ogni profilassi e di norme igieniche e ciò anche mediante la gestione o cogestione di canili e/o gattili municipali;
  • Collaborare con le autorità e con le altre Associazioni od Enti protezionistici per perseguire le finalità sopra elencate ed a che la vivisezione sia abolita;
  • Effettuare ogni altro servizio idoneo al raggiungimento degli scopi di cui ai precedente articolo.

Art. 5. Per il perseguimento dei propri scopi l’Associazione potrà inoltre aderire anche ad altri organismi di cui condivide finalità e metodi, collaborare con enti pubblici e privati al fine del conseguimento delle finalità statutarie, promuovere iniziative per raccolte occasionali di fondi al fine di reperire risorse finanziarie finalizzate solo ed esclusivamente al raggiungimento dell’oggetto sociale; effettuare attività commerciali e produttive, accessorie e strumentali ai fini istituzionali.

 

Soci

Art. 6. Possono diventare soci dell’Associazione, tutti coloro che condividendone gli scopi, intendano impegnarsi per la loro realizzazione. Nel caso di soci minori d’età, il diritto di voto verrà esercitato dal genitore che esercita la patria potestà, ovvero da chi ne fa le veci.

I Soci si distinguono in Fondatori (coloro che hanno fondato l’Associazione sottoscrivendo l’atto costitutivo) e successivi iscritti, da distinguersi a loro volta in: Ordinari, Sostenitori, Benemeriti ed Onorari.

Diventare socio significa schierarsi apertamente e concretamente dalla parte degli animali, offrire una testimonianza d’amore e sensibilità nei loro confronti.

Su proposta del Consiglio, il Presidente conferisce la qualifica di socio Onorario a persone che si sono particolarmente distinte per meriti e capacità personali attinenti gli scopi perseguiti dall’Associazione. I soci onorari sono esentati dal pagamento di qualsiasi contributo, pur godendo di tutti i diritti degli altri tipi di soci.

L’Associazione esclude la temporaneità della partecipazione alla vita associativa. Il mantenimento della qualifica di socio è subordinato al pagamento della quota associativa annuale nei termini prescritti dall’assemblea. Qualunque collaborazione prestata volontariamente dagli Associati nell’ambito delle attività istituzionali dell’Associazione, anche se con prestazioni continuative, è da considerarsi collaborazione spontanea e pertanto non presume l’instaurazione di alcun tipo di lavoro subordinato o di retribuzione.

Art. 7. La domanda di ammissione a socio deve essere presentata al Consiglio Direttivo. Il Consiglio deciderà sull’accoglimento o il rigetto dell’ammissione dell’aspirante.

Art. 8. Il rigetto della domanda di iscrizione deve essere comunicato per iscritto all’interessato specificandone i motivi. L’interessato potrà presentare ricorso contro il provvedimento alla prima assemblea utile.

 

Diritti e doveri dei soci

Art. 9. Tutti i soci hanno uguali diritti: i soci hanno il diritto di essere informati su tutte le attività ed iniziative dell’Associazione, di partecipare con diritto di voto alle assemblee, di essere eletti alle cariche sociali e di svolgere il lavoro comunemente concordato.

Essi hanno, inoltre, il diritto di recedere dall’appartenenza all’Associazione, con preavviso scritto di almeno 10 giorni.

Tutti i Soci hanno il dovere di:

–      osservare lo Statuto Sociale, nonché i regolamenti e le deliberazioni degli organi sociali;

–      pagare le quote sociali;

–      rispettare lo spirito e lo scopo sociale e non mettere in atto comportamenti lesivi contro l’Associazione;

–      pagare, nei termini prescritti, le somme a qualsiasi titolo dovute all’amministrazione.

Le prestazioni fornite dagli aderenti sono prevalentemente gratuite, salvo eventuali rimborsi delle spese effettivamente sostenute (da rendicontarsi) e autorizzate preventivamente dal Consiglio Direttivo. L’Associazione, in caso di particolare necessità, può intrattenere rapporti di lavoro retribuiti, anche ricorrendo ai propri associati.

Art. 10. La qualità di socio si perde:

  1. per decesso;
  2. per morosità nel pagamento della quota associativa;
  3. dietro presentazione di dimissioni scritte o recesso volontario;
  4. per esclusione.

Perdono la qualità di socio per esclusione coloro che si rendono colpevoli di atti di indisciplina e/o comportamenti scorretti che costituiscono violazione di norme statutarie e/o regolamenti interni, oppure che, senza adeguata ragione, si mettano in condizione di inattività prolungata.

La perdita di qualità dei soci è deliberata dal Consiglio Direttivo. Contro il provvedimento di esclusione, il socio escluso ha 30 giorni di tempo per fare ricorso all’Assemblea dei soci, che verrà all’uopo convocata dal Presidente entro 30 giorni dalla richiesta.

Le sanzioni disciplinari sono: la diffida scritta, la sospensione dell’attività sociale, l’espulsione. Esse sono inflitte dal Consiglio. La sospensione cautelare, inflitta dal Presidente, deve essere comunicata entro dieci giorni al Consiglio per essere ratificata entro i successivi trenta giorni.

 

Organi sociali e cariche elettive

Art. 11. Sono organi dell’Associazione:

  1. L’Assemblea dei soci
  2. Il Consiglio Direttivo
  3. Il Presidente
  4. Il Vice Presidente
  5. Il Tesoriere
  6. Il Segretario
  7. Il Revisore dei Conti.

Tutte le cariche sociali sono elettive e gratuite assunte a titolo gratuito, salvo il rimborso delle spese effettivamente sostenute e rendicontate per il loro espletamento.

Art. 12. L’Assemblea è organo sovrano ed è composta da tutti i soci. L’Assemblea viene convocata dal Consiglio Direttivo, almeno una volta l’anno, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, per l’approvazione del bilancio/rendiconto economico finanziario consuntivo e preventivo. L’esercizio si chiude al 31 dicembre di ogni anno. L’Assemblea viene convocata, inoltre, dal Consiglio Direttivo quando se ne ravvisi la necessità o quando ne è fatta richiesta motivata da almeno un decimo degli associati. L’Assemblea è presieduta dal Presidente in carica e le sue deliberazioni, prese in conformità alla legge e al presente statuto, obbligano tutti i soci, ancorché non intervenuti o dissenzienti.

Per convocare l’Assemblea, il Consiglio Direttivo si riunisce in seduta, delibera il giorno e l’ora della prima convocazione ed il giorno e l’ora della seconda convocazione, che deve avvenire almeno il giorno successivo alla prima.

Le Assemblee, sia ordinarie che straordinarie, sono convocate mediante invio di comunicazione via e.mail con notifica di ricezione a tutti i soci, anche se sospesi o esclusi in attesa di giudizio definitivo dell’Assemblea, almeno 15 giorni prima del giorno previsto. L’avviso di convocazione deve contenere il giorno, l’ora e sede della convocazione; l’ordine del giorno con i punti oggetto del dibattimento.

Art. 13. L’Assemblea può essere costituita in forma ordinaria e straordinaria.

Art. 14. L’Assemblea ordinaria è validamente costituita con la presenza di almeno la metà degli associati, mentre in seconda convocazione è valida la deliberazione presa qualunque sia il numero degli intervenuti.  E’ consentita l’espressione del voto per delega scritta. Ciascun socio può essere latore di massimo due deleghe. Le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria sono prese a maggioranza dei voti.

Art. 15. Nelle deliberazioni che riguardano la propria responsabilità, i consiglieri non hanno voto. Per le votazioni si procede normalmente per alzata di mano.

Le deliberazioni sono immediatamente esecutive e devono risultare insieme alla sintesi del dibattito da apposito verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

Art. 16. L’Assemblea ordinaria ha i seguenti compiti:

  • discute ed approva il rendiconto economico-finanziario;
  • definisce il programma generale annuale di attività;
  • procede alla nomina dei Consiglieri e delle altre cariche elettive determinandone previamente il numero dei componenti;
  • determina l’ammontare delle quote associative e il termine ultimo per il loro versamento;
  • discute e approva gli eventuali regolamenti predisposti dal Consiglio Direttivo per il funzionamento dell’Associazione;
  • delibera sulle responsabilità dei Consiglieri;
  • decide sulla decadenza dei soci ai sensi dell’art. 10;
  • discute e decide su tutti gli argomenti posti all’Ordine del Giorno.

Art. 17. L’Assemblea straordinaria delibera sulla modifica dello Statuto; sullo scioglimento dell’Associazione e sulla devoluzione del patrimonio.

Per le modifiche statutarie l’Assemblea straordinaria delibera in presenza di almeno due terzi degli associati e con il voto favorevole della maggioranza dei presenti; per lo scioglimento dell’Associazione e devoluzione del patrimonio, l’Assemblea straordinaria delibera con il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.

 

Consiglio Direttivo

Art. 18. Il Consiglio Direttivo è composto da 5 a 9 membri, nominati dall’Assemblea; esso dura in carica 5 esercizi e i suoi componenti sono rieleggibili.

Art. 19. Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente ogni volta che vi sia materia su cui deliberare, quando ne sia fatta richiesta da almeno un terzo dei Consiglieri oppure dal Collegio dei Revisori dei Conti.

La convocazione è fatta via e.mail con notifica di ricezione, almeno 15 giorni prima della riunione. Le riunioni sono valide quando vi interviene la maggioranza dei Consiglieri. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei presenti.

Art. 20. Il Consiglio Direttivo è investito dei più ampi poteri per la gestione dell’Associazione: pone in essere ogni atto esecutivo necessario per la realizzazione del programma di attività che non sia riservato per legge o per statuto alla competenza dell’Assemblea dei soci.

Nello specifico:

  • elegge tra i propri componenti il Presidente, il Vice Presidente, il Tesoriere e il Segretario e li revoca;
  • attua tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione;
  • cura l’esecuzione dei deliberati dell’Assemblea;
  • predispone all’Assemblea il programma annuale di attività;

presenta annualmente all’Assemblea per l’approvazione: la relazione; il rendiconto economico e finanziario dell’esercizio trascorso, da cui devono risultare i beni, i contributi, i lasciti ricevuti e le spese per capitoli e voci analitiche, nonché il bilancio preventivo per l’anno in corso.

  • conferisce procure generali e speciali;
  • instaura rapporti di lavoro, fissandone mansioni, qualifiche e retribuzioni;
  • propone all’Assemblea i Regolamenti per il funzionamento dell’Associazione e degli organi sociali;
  • può costituire Comitati con compiti speciali o per l’attuazione di particolari iniziative;
  • riceve, accetta o respinge le domande di adesione di nuovi soci;
  • ratifica o respinge i provvedimenti d’urgenza adottati dal Presidente;
  • delibera in ordine all’esclusione dei soci come da art. 10.

Art. 21. In caso vengano a mancare in modo irreversibile uno o più Consiglieri, il Consiglio Direttivo provvede alla surroga attingendo alla graduatoria dei primi dei non eletti in sede di Assemblea. Allorché questa fosse esaurita, indice elezioni suppletive per i membri da sostituire. I componenti che mancassero, senza valida giustificazione, impedimento fisico o malattia, a tre sedute consecutive potranno essere dichiarati decaduti dalla carica dello stesso Consiglio e sostituiti.

 

Il Presidente e il Vice Presidente

Art. 22. Il Presidente è il legale rappresentante dell’Associazione ed ha l’uso della firma sociale. Dura in carica quanto il Consiglio Direttivo. E’ autorizzato a riscuotere pagamenti di ogni natura e a qualsiasi titolo e a rilasciarne quietanza.

Ha facoltà di nominare avvocati e procuratori nelle liti riguardanti l’Associazione davanti a qualsiasi autorità giudiziaria e amministrativa in qualsiasi grado e giudizio. Può delegare parte dei suoi poteri ad altri Consiglieri o soci con procura generale o speciale. In caso di assenza o impedimento, le sue mansioni sono esercitate dal Vice Presidente.

In casi di oggettiva necessità può adottare provvedimenti d’urgenza sottoponendoli alla ratifica del Consiglio Direttivo. Qualora il Consiglio Direttivo, per fondati motivi, non ratifichi tali provvedimenti, degli stessi risponde personalmente il Presidente.

Al Presidente ed al Vice Presidente sono conferiti tutti i poteri che non siano espressamente riservati al Consiglio Direttivo.

 

Il Tesoriere

Art. 23. Il Tesoriere è il responsabile della gestione amministrativa e finanziaria dell’Associazione inerente l’esercizio finanziario e la tenuta dei libri contabili. Cura la redazione dei bilanci consuntivo e preventivo sulla base delle determinazioni assunte dal Consiglio.

Stanti i compiti affidati, al Tesoriere è conferito potere di operare con banche e uffici postali, ivi compresa la facoltà di aprire o estinguere conti correnti, firmare assegni di traenza, effettuare prelievi, girare assegni per l’incasso e comunque eseguire ogni e qualsiasi operazione inerente le mansioni affidategli dagli organi statutari. Ha firma libera e disgiunta dal Presidente per importi il cui limite massimo viene definito dal Consiglio Direttivo.

 

Il Segretario

Art. 24. Il Segretario è il responsabile della redazione dei verbali delle sedute di Consiglio e di Assemblea che trascrive sugli appositi libri affidati alla sua custodia unitamente al libro soci.

 

Il Revisore dei Conti

Art. 25. Il Revisore dei conti è l’organo di controllo amministrativo-finanziario.

E’ nominato dall’Assemblea dei soci tra persone di comprovata competenza e professionalità, non necessariamente aderenti all’Associazione. Il Revisore rimane in carica 5 esercizi e per lo stesso tempo del Consiglio Direttivo. E’ rieleggibile.

Art. 26. Il Revisore, trimestralmente, verifica la regolare tenuta delle scritture contabili e lo stato di cassa dell’Associazione. Verifica i bilanci consuntivo e preventivo e presenta all’Assemblea dei soci una relazione scritta relativamente ad essi. Delle proprie riunioni, il Revisore redige verbale da trascrivere in apposito libro.

 

Patrimonio, esercizio sociale e bilancio

 

Art. 28. L’esercizio sociale decorre dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno.

Entro il 30 aprile di ogni anno il Consiglio, unitamente alla relazione scritta del Collegio dei Revisori presenta per l’approvazione all’Assemblea ordinaria: la relazione morale; il rendiconto economico e finanziario dell’esercizio trascorso o il bilancio, dal quale dovranno risultare i beni, i contributi o i lasciti ricevuti; nonché il bilancio preventivo per l’anno in corso.

Art. 29. Le entrate dell’Associazione sono costituite da:

  1. quote associative e contributi di simpatizzanti;
  2. contributi di privati, dello Stato, di Enti, di Organismi internazionali, di Istituzioni pubbliche finalizzati al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti;
  3. donazioni e lasciti testamentari;
  4. entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;
  5. proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;
  6. entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento;
  7. ogni altra entrata compatibile con le finalità dell’associazionismo di promozione sociale.

I proventi delle varie attività non possono essere divisi fra gli associati, anche in forme indirette. Un eventuale avanzo di gestione dovrà essere reinvestito a favore di attività istituzionali statutariamente previste.

Art. 30. Il patrimonio sociale è costituito da:

  1. Beni immobili e mobili;
  2. Azioni, obbligazioni ed altri titoli pubblici e privati;
  3. Donazioni, lasciti o successioni;
  4. Altri accantonamenti e disponibilità patrimoniali.

Art. 31. Il patrimonio sociale deve essere utilizzato, secondo le leggi vigenti, nel modo più opportuno per il conseguimento delle finalità dell’Associazione. Le eredità e legati sono di pertinenza dell’Associazione. Il Consiglio, nel decidere sulla destinazione dei benefici, tiene conto della volontà del testatore e delle circostanze.

Le quote sociali sono intrasferibili. In caso di dimissioni, esclusione o morte di un socio, la sua quota sociale rimane di proprietà dell’Associazione.

 

Scioglimento dell’Associazione e devoluzione dei beni

Art. 32. Lo scioglimento dell’Associazione viene deciso dall’Assemblea che si riunisce in forma straordinaria ai sensi dell’art. 18 del presente statuto.

In caso di scioglimento, il patrimonio dell’Associazione, dedotte le passività, verrà devoluto ad altra associazione con finalità analoghe o a fini di utilità sociale, sentito l’organismo di controllo di cui lall’art. 3 comma 190 della l. n. 662/96 e salvo diversa destinazione imposta dalla legge. In nessun caso possono essere distribuiti beni, utili e riserve ai soci.

 

Norme finali

Art. 33. Il presente Statuto deve essere osservato come atto fondamentale dell’Associazione. Per quanto non vi viene espressamente previsto si fa riferimento alle vigenti disposizioni legislative in materia.

Mandello del Lario, 11 Aprile 2008