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Perché questa pagina? Una domanda semplice per una risposta impegnativa su un argomento tanto vasto quanto complesso. Ma cerchiamo di fare un punto chiaro di riflessione, un importante passo per creare consapevolezza sul mondo –così diverso- del cane.
Accogliere un cane nella propria casa, vuol dire fare entrare una creatura di un’altra specie nella propria famiglia e rispettarla. Per farlo bisogna prima di tutto considerare che si tratta appunto di un’altra specie animale e non di una persona ne’ tanto meno di un bambino.
Per fare un paio di esempi esplicativi possiamo dire che:
1) il cane ha un sistema comunicativo complesso (sconosciuto per i più) e comunica in continuazione attraverso il linguaggio del corpo e delle posture. Noi umani comunichiamo per la maggior parte parlando, ma nel cane il corrispettivo di “abbaiare” è solo uno dei modi di comunicare del cane, in realtà è il meno significativo per la loro vita di tutti i giorni.
2) il cane ha l’olfatto sviluppatissimo e percepisce il mondo dal punto di vista degli odori, che a noi umani è pressoché sconosciuto visto che percepiamo il mondo fatto di immagini perché il senso da noi maggiormente utilizzato è la vista.
Questi sono solo due esempi che ci fanno capire che il mondo del cane è molto diverso e bisogna conoscerlo per poter capire il cane. Dobbiamo cercare di metterci nella prospettiva del cane.
Adottare un cane deve essere una scelta consapevole (sapere a che tipo di impegni di tempo, di energie, si va incontro), totalitaria (tutti i membri della famiglia devono essere coinvolti nell’arrivo del cane e tutti devono essere entusiasti), funzionale (la scelta del cane va fatta in base alle esigenze e alle abitudini della famiglia in modo da essere il più possibile “compatibili”.)
Una valutazione puramente estetica non è assolutamente e lontanamente sufficiente per scegliere il cane adatto. E’ come se qualcuno decidesse di sposarsi una persona guardando semplicemente una foto e nulla piu’ o scegliendo la razza (indiana, africana, cinese,…). Il cane è stato domesticato da oltre 12000 anni e ogni razza è stata selezionata per scopi ben precisi che sono serviti all’uomo durante la sua evoluzione per aiutarlo a sopravvivere e di questo bisogna tenerne assolutamente conto perché condiziona (geneticamente e quindi indelebilmente) il carattere del cane. Esistono cani da pastore per la condotta del gregge (border collie, …) la difesa del gregge (pastore maremmano,…) oppure da caccia a vista (levrieri) da traccia di sangue (beagle…), da punta (setter,…), da riporto (golden e labrador retrievers) e tanti altri ancora. Per fare alcuni esempi e avranno predisposizioni caratteriali molto diverse tra loro, in base alle caratteristiche per cui sono state selezionate. Inoltre ogni cane ha il proprio carattere individuale, dato dalle sue esperienze dirette, dal contesto ambientale dove è nato e dove è cresciuto, da tutte le sue esperienze sociali piu’ o meno positive.
Il cane non chiede tanto…. gli basta avere del cibo (del buon cibo è importante perché permette il cane di avere un buon apporto di sostanze nutritive e un fisico sano è alla base di una vita sana e serena) e dell’acqua (fresca e abbondante, sempre a disposizione), e una cuccia tutta sua dove stare tranquillo e riposare. Altrettanto importante per il cane sono poter passeggiare, esplorare, muoversi, conoscere il mondo che li circonda. Non basta per un cane avere il giardino dove poter sporcare e muoversi.
Parliamo ora di “relazione” con il cane. Punto spesso sottovalutato ma importantissimo in quanto il cane è (come l’essere umano) un animale sociale e ha bisogno di un contatto pressoché continuo con quello che è il suo branco (famiglia). Un cane legato costantemente ad una catena, estraneo ad ogni interazione sociale e affettiva o legato ad un albero in mezzo al bosco per…”difendere le galline”… è un cane triste, depresso, senza scopo nella vita.
Nessuno può pensare di tenere un cane in questo modo perché è una crudeltà vera e propria, una violenza psicologica ed etologica.
Altro errore frequente è quello (forse) opposto, e cioè di trattare il cane come se fosse una persona, perché non lo è e non lo sarà mai e non è in grado di apprezzare e capire tutte le attenzioni che gli si riservano. Viziare il cane con atteggiamenti tipici umani (tenere in braccio, sul letto, dare da mangiare dal proprio piatto o da tavola) confonde solo il cane che nella sua natura non sa attribuire il giusto peso a quanto ricevuto e si scolpirà nel carattere del cane una tale ferita e un tale disagio etologico (contrario alla sua natura di specie) da essere purtroppo tutt’altro che un “voler dimostrare il proprio amore”. Il cane penserà che è lui il soggetto prescelto dal “branco” per gestirlo in quanto di fatto “puo’ tutto” e comincerà a comportarsi di conseguenza e ad avere un atteggiamento ai nostri occhi “prepotente” che spesso viene detto “dominante” ma che in realtà è solo la conseguenza diretta di tutte le nostre sovrattenzioni. Bisogna saper dosare la quantità e il tipo di attenzioni, guardandole dal punto di vista del cane, in modo che i messaggi mandati al cane siano sempre chiari e coerenti.
Freccia 45 si occupa di restituire ai cani una vita degna di essere vissuta e io voglio dare il mio contributo a Freccia 45 perché questo avvenga nel modo più corretto e semplice possibile ma soprattutto che sia un percorso felice e di sola andata (dal canile alla nuova casa, ovviamente).
Chiunque adotta un cane, adotta un impegno molto grande, un impegno di cui non ci si può più disfare facilmente. L’impegno grande è quello di far “funzionare le cose” come in un matrimonio, non si può chiedere il divorzio alla prima difficoltà, ma bisogna lavorare per affrontare il problema e risolverlo per costruire e rafforzare il proprio rapporto. A volte ci si riesce da soli ma a volte serve sapere a chi rivolgersi se la difficoltà da affrontare sembra essere insormontabile. A volte le difficoltà di chi ha un cane, sembrano talmente grandi da essere assolutamente ingestibili e l’unica soluzione sembra essere “allontanare” il problema nei modi piu’ umani o disumani possibili, piuttosto che affrontare un problema con calma, metodo, coerenza e dedizione.
E’ proprio questo il momento critico in cui si può davvero intervenire!
E’ qui che si può fare la scelta giusta, affrontando il problema in modo competente ed efficace, affidandosi ad un Educatore Comportamentale professionista.
L’Educatore Comportamentale è in grado di:
studiare dall’esterno la situazione da un punto di vista “tecnico”
individuare quali siano gli errori che hanno fatto nascere il problema di convivenza
impostare una strategia efficace di lavoro, di educazione, di rieducazione per risolvere il problema comportamentale o indesiderato
Per tutto questo ci vuole TEMPO, DISPONIBILITA’ e MOTIVAZIONE
Non è di certo la strada più facile ma… sicuramente è quella più appagante e che farà cambiare il modo di vedere il mondo del cane, migliorando la sua vita e la vostra vita in modo radicale.
I problemi più comuni che le famiglie riscontrano nel cane sono :
- aggressitività (abbaiare, ringhiare, attaccare) verso cani o persone
-dominanza (il cane non obbedisce e decide lui)
-abbaiare continuamente (in casa o in giardino)
-scappare di casa, non rispondere al richiamo
-fare disastri in casa (distruggere, defecare, urinare) o in giardino (es.scavare buche)
-piangere, abbaiare e guaire durante la notte o in caso di uscita di casa dei proprietari
-paura cronica, diffidenza, ansia
-iperattività costante, saltare addosso, ipereccitabilità
-impossibilità di passeggiare il cane senza esserne trainati
Se qualcuno di voi ha letto il proprio problema tra queste righe, deve sapere che per ogni problema elencato ci sono delle regole di base comuni e degli interventi specifici per ognuna delle situazioni descritte. Questi comportamenti sgraditi sono solo SINTOMI di un disagio del cane e per questo motivo bisogna indagare per riconoscerne la causa. A volte due o tre problemi di quelli elencati sono presenti contemporaneamente e generalmente tendono a peggiorare sempre, se non si affronta la causa.
Il sistema educativo utilizzato per affrontare il problema è il metodo zooantropologico-cognitivo e il metodo gentile. Questo vuol dire che al cane non verrà fatta alcuna costrizione ma verrà invitato ad affrontare le situazione stimolando l’approccio mentale al problema, facendolo ragionare e superare i suoi limiti/paure con un metodo sempre appagante di premi (bocconcini, parole di approvazione, carezze).
Un meccanismo potente, ma che bisogna saper usare per ottenere buoni risultati.
L’Educatore Comportamentale è in grado di spiegare e insegnare alla famiglia/branco (persone e cane) questo metodo e mostrare la sua efficacia, risolvendo i problemi riscontrati partendo dalla causa.
Alcuni problemi del cane possono avere invece un’origine patologica e l’Educatore Comportamentale è in grado di identificarla e vi indirizzerà al Medico Veterinario Comportamentalista di fiducia, che valuterà il cane da un punto di vista medico con diagnosi e terapia clinica.
Un ruolo fondamentale è la prevenzione, come in tutte le cose. Non avete mai avuto un cane? state per prendere un cucciolo o ritirare un cane dal canile? L’Educatore Comportamentale aiuta anche in questo, a scegliere il cane che più si allinea alle aspettative e alle esigenze familiari, aiuta a intraprendere il percorso corretto per la buona convivenza, ricca di emozioni e di soddisfazioni per una relazione…unica e speciale, sin da subito.
Ora vorrei lasciare spazio a voi, alla vostra curiosità e alle vostre domande.
Scrivetemi all’indirizzo indicato e le domande più interessanti saranno pubblicate, assieme alle mie risposte. Grazie per l’attenzione, sono a disposizione per qualsiasi chiarimento in merito agli argomenti trattati.
Dr.ssa Daniela Cardillo
Educatrice Comportamentale del Cane
Contattami: email - info@greendogs.it
numero di telefono - 334 2868759
(Foto: Daniela Cardillo e la piccola Chanel durante l’addestramento al comando “lascia”)